GRAVITY + PERSONAE

Gravity + Personae unisce due mondi paralleli, apparentemente agli antipodi, come il fugace e l'eterno, il microscopico e l'infinito, l'interno con l'esterno. Nessuno di tali concetti può essere definito senza il suo opposto; senza la loro contrapposizione essi non hanno corpo, non hanno ragione d'esistere. Personae è la rappresentazione del "gender" umano, stilizzata e ripetuta all'infinito, per sottolineare l'identicità (che si contrappone all'unicità) degli esseri, nonostante il proprio 10 possa essere variegato, molteplice, orrido o meraviglioso. Questo per l'interiore del "gender"; ma, per l'esteriore "tutto" e il suo contrario "nulla", le identità sono possibili perché il mondo e ci in cui viviamo è imprevedibile, la società in cui cresciamo ci plasma e ci modella, nonostante le no: esistenze estenuanti di andare e ci costringe a un gioco continuo di dentro-fuori, su-giù, alto-basso, introcorrente, bianco-nero ecc. Nessuna Personae potrebbe però esistere senza Gravity, la forza dell'universo, che plasma stelle e pianeti, che forgia gli elementi di cui siamo fatti, che dà la vita al mondo, ma che finirà anche per annichilirla. Noi non ci facciamo più caso, non la percepiamo, ma c è ed è costante, è debolissima, in grado di espandersi fino al punto più lontano dell'universo. È ciò che rimane quando non ci sarà più nulla. Opporsi alla gravità, è impossibile, prima o poi soccombi! Opporsi al proprio IO come Personae, è impossibile, prima o poi soccombi. Il rimedio è lasciarsi attraversare dalla Gravity dolcemente per la linea retta, assecondandola, lasciandola lavorare, per congiungersi al nostro percorso di Personae alla ricerca di un proprio equilibrio.